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PAROLA PER LA MISSIONE
Spunti di riflessione missionaria
sulla liturgia domenicale

L'EUNTES.NET propone, settimanalmente, a laici, religiose e sacerdoti un itinerario di riflessioni sulla liturgia domenicale in chiave missionaria. Si offrono degli spunti per una meditazione missionaria, personale o comunitaria, sulla Parola di Dio, la quale, in modo costante e sorprendente, continua a illuminare, rafforzare e sostenere il cammino missionario della Chiesa, per la vita del mondo.

Avvento: tempo di speranza e di Missione
 
I  Domenica di Avvento
Anno C –  29.11.2009

Geremia  33,14-16
Salmo  24
1Tessalonicesi  3,12-4,2
Luca  21,25-28.34-36


 
Riflessioni

La buona notizia di Gesù, oggi, all’inizio del nuovo anno liturgico, viene ad illuminare tre situazioni dell’esistenza umana e cristiana: la realtà nella quale viviamo, la risposta della fede, il percorso del cristiano.

 
1. L’evangelista Luca  -che sarà nostro compagno di viaggio nel nuovo ciclo liturgico-  usa toni forti (Vangelo) nel presentare la situazione reale dell’umanità “oppressa da tanti mali” (orazione colletta): parla di angoscia, ansia, fragore, morte, paura, sconvolgimenti... (v. 25-26). Sono mali che non si riferiscono direttamente alla fine del mondo, ma alla situazione attuale dell’umanità, con tutte le sue forme di negatività, provocate soprattutto dal peccato, che inquina tutti i rapporti umani: con Dio, con se stessi, con gli altri, con il cosmo.

 

2. L’umanità, immersa nel male e nel peccato, è incapace di salvarsi da sola, ha bisogno di un Salvatore che venga da fuori. Gesù, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, è il Salvatore che viene. Ha la potenza di Dio per debellare qualunque male del mondo (v. 27). Non vi è infatti alcun male, caos o situazione negativa che siano più forti di Lui. Questa è la bella notizia: la liberazione dal male è possibile, anzi è vicina. Basta guardare a Lui con fiducia: “Risollevatevi e alzate il capo” (v. 28). Il Signore che viene ha la freschezza del germoglio che spunta (I lettura), della vita che si rinnova, di un mondo nuovo. La venuta del Signore è sempre buona notizia; Egli ha soltanto “promesse di bene” (v. 14).

 

3. Questo sogno di Dio è possibile ad una condizione (Vangelo): c’è un percorso da fare nella vigilanza e nella preghiera (v. 36), perché il cuore non appesantisca in dissipazioni e affanni della vita (v. 34); per comportarsi in modo da piacere a Dio (II lettura); per “crescere e sovrabbondare nell’amore vicendevole e verso tutti” (v. 12). I testi liturgici odierni contengono un forte invito alla vigilanza, alla preghiera e alla speranza, che sono atteggiamenti caratteristici del tempo di Avvento. L’attesa del Signore che salva non resterà un’illusione, sarà appagata. La Sua venuta  -ogni giorno e a Natale, in particolare-  è sempre una sorpresa grata, sicura, gioiosa.

 

La liturgia ci fa vivere nell’attesa del Signore Gesù che viene, facendoci rivivere efficacemente la Sua prima venuta nel Natale. È questa, infatti, la forza speciale dei sacramenti della Chiesa, che rendono presenti oggi i misteri cristiani che ebbero luogo nel passato. In questo modo, la storia è pienamente recuperata e diventa storia di salvezza nell’oggi di ogni cristiano. A tale scopo è necessario che l’attesa diventi attenzione al Signore che viene; cioè, preparazione paziente di un cuore ben disposto e purificato, sensibile ai bisogni degli altri, pronto a condividere con altri la propria esperienza di Gesù Salvatore.

 

Noi cristiani, che già crediamo in Cristo, sappiamo chi è il Salvatore che viene, mentre i non cristiani  –che sono ancora la maggior parte dell’umanità (circa due terzi)–  attendono ancora il primo annuncio di Cristo Salvatore. Per tale motivo, l’Avvento è un tempo liturgico assai propizio per risvegliare nei cristiani la coscienza della responsabilità missionaria. Lo raccomandava già il Papa Pio XII più di 50 anni fa, (*) invitando alla preghiera e all’impegno missionario, specialmente durante l’Avvento, che è il tempo dell’attesa dell’umanità.

 

 

Parola del Papa

(*)  “Desideriamo che per questa intenzione (missionaria) si preghi di più e con un più illuminato fervore… Soprattutto pensiamo al tempo d’Avvento, che è quello dell’attesa dell’umanità e delle vie provvidenziali di preparazione alla salvezza… Pregate dunque, pregate di più. Ricordatevi degli immensi bisogni spirituali di tanti popoli ancora così lontani dalla vera fede, oppure così privi di soccorsi per perseverarvi”.

Pio XII

Enciclica Fidei Donum, 21.4.1957)

 Sui passi dei Missionari

- 29/11 (e giorni vicini): BB. Edoardo Burden (+1588), Giorgio Errington (+1596) e compagni; S. Cutberto Mayne (+1577), SS. Edmondo Campion (+1581) e compagni; B. Riccardo Langley (+1586) e tanti altri sacerdoti e laici martirizzati in Inghilterra sotto la regina Elisabetta I.

- 29/11: BB. Dionigi Berthelot e Redento Rodríguez, religiosi carmelitani, fatti schiavi e poi martirizzati da musulmani (+1638) ad Aceh (Sumatra, Indonesia).

- 30/11: S. Andrea, apostolo, fratello di Simon Pietro. Predicò il Vangelo in Grecia, ove morì crocifisso.

- 1/12: B. Carlo de Foucauld (1858-1916), sacerdote francese, ucciso a Tamanrasset, nel deserto algerino, da una banda di predoni. È testimone di missione, di dialogo e di amore all’Eucaristia.

- 1/12: B. Clementina Anuarite Nengapeta (1940-1964), religiosa della Rep. dem. del Congo, uccisa a Isiro durante la ribellione dei Simba. È martire della castità e del perdono.

- 1/12: Giornata Internazionale della lotta contro l’AIDS-SIDA (istituita dall’ONU-OMS, 1988).

- 2/12: B. Liduina Meneguzzi (1901-1941), religiosa delle Salesie di Padova, missionaria in Etiopia, morta a Dire Dawa.

- 2/12: Ricordo del primo lancio dell’agenzia di stampa missionaria Misna (1997).

- 3/12: S. Francesco Saverio (1506-1552), sacerdote gesuita spagnolo, missionario in India e in Giappone, morto nell’isola di Sancián, alle porte della Cina. È Patrono principale delle Missioni.

- 3/12: Il Papa Gregorio XVI promulgò (1839) una bolla in cui condannava la tratta degli schiavi e scomunicava coloro che vi prendono parte.

- 4/12: B. Adolfo Kolping (1813-1865), sacerdote tedesco, “padre dei lavoratori artigiani”; promosse la formazione e le associazioni di giovani lavoratori.

- 5/12: B. Filippo Rinaldi (1856-1931), terzo successore di S. Giovanni Bosco nella direzione della Società salesiana, alla quale diede un forte impulso missionario ad gentes.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)
Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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