La
buona notizia di Gesù,
oggi,
all’inizio del nuovo anno liturgico, viene ad illuminare tre situazioni
dell’esistenza umana e cristiana: la realtà
nella quale viviamo, la risposta
della fede, il percorso del cristiano.
1.
L’evangelista Luca -che sarà nostro
compagno di viaggio nel
nuovo ciclo liturgico- usa toni forti (Vangelo) nel presentare la situazione
reale dell’umanità “oppressa da tanti
mali” (orazione
colletta): parla di angoscia, ansia, fragore, morte, paura,
sconvolgimenti... (v. 25-26). Sono mali che non si riferiscono
direttamente
alla fine del mondo, ma alla situazione
attuale dell’umanità, con
tutte le sue forme di negatività, provocate soprattutto dal
peccato, che
inquina tutti i rapporti umani: con Dio, con se stessi, con gli altri,
con il
cosmo.
2.
L’umanità, immersa nel male e nel peccato, è incapace di
salvarsi da sola, ha
bisogno di un Salvatore
che venga da fuori. Gesù, Figlio di Dio e Figlio
dell’uomo, è il Salvatore che viene. Ha la potenza di Dio per
debellare
qualunque male del mondo (v. 27). Non vi è infatti alcun male,
caos o
situazione negativa che siano più forti di Lui. Questa è
la bella notizia: la
liberazione dal male è possibile, anzi è vicina. Basta
guardare a Lui con
fiducia: “Risollevatevi e alzate il capo” (v. 28). Il Signore che viene
ha la
freschezza del germoglio che spunta (I
lettura), della vita che si rinnova, di un mondo nuovo. La venuta
del
Signore è sempre buona notizia; Egli
ha soltanto “promesse di bene” (v. 14).
3. Questo sogno di Dio
è possibile ad una
condizione (Vangelo): c’è un percorso
da fare nella vigilanza e nella preghiera (v. 36),
perché il cuore non
appesantisca in dissipazioni e affanni della vita (v. 34); per
comportarsi in
modo da piacere a Dio (II lettura);
per “crescere e sovrabbondare nell’amore vicendevole e verso tutti” (v.
12). I
testi liturgici odierni contengono un forte invito alla vigilanza, alla
preghiera e alla speranza, che sono atteggiamenti caratteristici del
tempo di
Avvento. L’attesa del Signore che salva non resterà
un’illusione, sarà
appagata. La Sua venuta -ogni giorno e a
Natale, in particolare- è sempre
una sorpresa
grata, sicura, gioiosa.
La liturgia ci fa vivere
nell’attesa del
Signore Gesù che viene, facendoci rivivere efficacemente
la Sua prima
venuta nel Natale. È questa, infatti, la forza speciale dei
sacramenti della
Chiesa, che rendono presenti oggi i
misteri cristiani che ebbero luogo nel
passato. In questo modo, la storia è pienamente recuperata e
diventa storia di
salvezza nell’oggi di ogni cristiano. A tale scopo è necessario
che l’attesa
diventi attenzione al Signore che viene; cioè,
preparazione paziente di
un cuore ben disposto e purificato, sensibile ai bisogni degli altri,
pronto a condividere
con altri la propria esperienza di Gesù Salvatore.
Noi cristiani, che già
crediamo in
Cristo, sappiamo chi è il Salvatore che viene, mentre i non
cristiani –che sono ancora la maggior
parte
dell’umanità (circa due terzi)–
attendono ancora il primo annuncio di
Cristo Salvatore. Per tale motivo,
l’Avvento è un tempo liturgico assai propizio per risvegliare
nei cristiani la coscienza
della responsabilità missionaria. Lo raccomandava
già il Papa Pio XII
più di 50 anni fa, (*) invitando
alla preghiera e all’impegno missionario, specialmente durante
l’Avvento, che è
il tempo
dell’attesa dell’umanità.
Parola del Papa
(*)
“Desideriamo che per questa intenzione
(missionaria) si preghi di più e
con un più illuminato fervore… Soprattutto pensiamo al tempo
d’Avvento,
che è quello dell’attesa dell’umanità e delle vie
provvidenziali di
preparazione alla salvezza… Pregate dunque, pregate di più.
Ricordatevi degli
immensi bisogni spirituali di tanti popoli ancora così lontani
dalla vera fede,
oppure così privi di soccorsi per perseverarvi”.
Pio XII
Enciclica
Fidei Donum, 21.4.1957)
Sui
passi dei
Missionari
-
29/11 (e giorni vicini): BB. Edoardo Burden (+1588), Giorgio
Errington (+1596) e compagni; S. Cutberto Mayne (+1577), SS. Edmondo
Campion
(+1581) e compagni; B. Riccardo Langley (+1586) e tanti altri sacerdoti
e laici
martirizzati in Inghilterra sotto la regina Elisabetta I.
-
29/11: BB. Dionigi Berthelot e Redento Rodríguez, religiosi
carmelitani,
fatti schiavi e poi martirizzati da musulmani (+1638) ad Aceh (Sumatra,
Indonesia).
-
30/11: S. Andrea, apostolo, fratello di Simon Pietro. Predicò il
Vangelo
in Grecia, ove morì crocifisso.
-
1/12: B. Carlo de Foucauld (1858-1916), sacerdote francese, ucciso a
Tamanrasset, nel deserto algerino, da una banda di predoni. È
testimone di
missione, di dialogo e di amore all’Eucaristia.
-
1/12: B. Clementina Anuarite Nengapeta (1940-1964), religiosa della
Rep.
dem. del Congo, uccisa a Isiro durante la ribellione dei Simba.
È
martire della castità e del perdono.
-
1/12: Giornata Internazionale della lotta contro l’AIDS-SIDA (istituita
dall’ONU-OMS, 1988).
-
2/12: B. Liduina Meneguzzi (1901-1941), religiosa delle Salesie di
Padova, missionaria in Etiopia, morta a Dire Dawa.
-
2/12: Ricordo del primo lancio dell’agenzia di stampa missionaria Misna
(1997).
-
3/12: S. Francesco Saverio (1506-1552), sacerdote gesuita spagnolo,
missionario in India e in Giappone, morto nell’isola di Sancián,
alle porte
della Cina. È Patrono principale delle Missioni.
-
3/12: Il Papa Gregorio XVI promulgò (1839) una bolla in cui
condannava la
tratta degli schiavi e scomunicava coloro che vi prendono parte.
-
4/12: B. Adolfo Kolping (1813-1865), sacerdote tedesco, “padre dei
lavoratori artigiani”; promosse la formazione e le associazioni di
giovani
lavoratori.
-
5/12: B. Filippo Rinaldi (1856-1931), terzo successore di S. Giovanni
Bosco nella direzione della Società salesiana, alla quale diede
un forte
impulso missionario ad gentes.