MISSIONARI DELLA
VITA
Ezechiele
37,12-14
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Riflessioni
Con attenta pedagogia, la Chiesa accompagna i fedeli verso la Pasqua, istruendoli con catechesi battesimali, adatte ai catecumeni che si preparano a ricevere il Battesimo, e ai battezzati che ne rinnoveranno le promesse. Nella III domenica il simbolo era l’acqua, nel dialogo tra Gesù e la Samaritana; domenica scorsa era la luce, nella guarigione del cieco nato; oggi il segno è la vita, con la risurrezione di Lazzaro. In queste tre domeniche, sono molteplici i riferimenti al sacramento del Battesimo, sia nelle letture bibliche che in altri testi liturgici (antifone, orazioni, prefazio…). Nelle giovani Chiese missionarie, la notte di Pasqua assume una particolare solennità proprio per il conferimento dei sacramenti dell’iniziazione cristiana a numerosi catecumeni, adulti e giovani. Sono feste che riempiono il cuore e la vita dei missionari e dei pastori delle Chiese locali.
La vita è il tema comune delle letture di questa V domenica: la vita che vince i sepolcri, come profetizza Ezechiele (I lettura); la vita che ci viene data per mezzo dello Spirito che abita in noi, come insiste Paolo (II lettura); la vita nuova che è Gesù stesso (Gv 11,25): “Io sono la risurrezione e la vita” (Vangelo). C’è un crescendo tematico verso la Pasqua: aumentano i segni (acqua, luce, vita…), accompagnati dalle insistenti affermazioni di Gesù circa la sua identità, che rimandano al Dio dell’Esodo: “Io-Sono” (Es 3,14), favorendone una graduale conoscenza nella storia.
La risurrezione di Lazzaro è a metà del Vangelo di Giovanni (al capitolo XI su 21 capitoli), ma soprattutto ne è il centro tematico: è forse la più alta manifestazione di Gesù come “vero Dio e vero uomo”. - È vero uomo, pervaso da forti sentimenti: è amico di Lazzaro e sorelle di Betania, si turba, si commuove profondamente, scoppia in pianto, prega intensamente il Padre, grida a gran voce. Con le sue lacrime dà ragione alle nostre in circostanze simili. - Ed è vero Dio: ne dimostra l’amore e la potenza ridando vita all’amico morto, perché la gente creda che Egli è inviato dal Padre (cfr Gv 11,42). Così, lo strepitoso miracolo mette in evidenza tre valori che vanno insieme: amore, fede e vita. Perché: “la vita è vita soltanto là dove c’è amore” (Gandhi).
Nella sua realtà divino-umana, Gesù realizza la sua missione come vicinanza, facendosi próximo, come il samaritano (cfr Lc 10,34), a chi soffre e portando soluzione ai problemi. Ma al Salvatore che si avvicina è necessario andargli incontro, come le due sorelle Marta e Maria (cfr Gv 11, 20.29). Solo da tale incontro si realizza la salvezza. Perché solo “presso il Signore è la misericordia e grande presso di lui la redenzione” (Salmo responsoriale).
“Non siamo sulla terra per custodire un museo, ma per coltivare un giardino pieno di fiori e di vita” (B. Giovanni XXIII). Il progetto primigenio e permanente di Dio è la vita: “la gloria di Dio è l’uomo vivente” (S. Ireneo); Gesù è venuto per darci una vita in abbondanza (cfr Gv 10,10), non una vita rachitica, impoverita, mediocre, sottosviluppata. Per la vita presente e la futura. In un mondo duramente segnato da morti ingiuste, premature e innocenti, il cristiano –e ancor più il missionario- è chiamato a fare una scelta chiara e definitiva per la vita: da accogliere, promuovere, difendere, annunciare, scoprirne i piccoli segni di presenza, proteggerne i germogli, portarla alla pienezza. Acqua, luce, vita…: sono doni da vivere e soprattutto da condividere e comunicare. Siamo chiamati ad essere missionari della vita! *
* “La prima sfida è la sfida della vita. La vita è il primo dono che Dio ci ha fatto, è la prima ricchezza di cui l’uomo può godere. La Chiesa annunzia “il Vangelo della Vita”. E lo Stato ha come suo compito primario proprio la tutela e la promozione della vita umana. La sfida della vita si va facendo in questi ultimi anni sempre più vasta e più cruciale…”
Giovanni Paolo II, Discorso al Corpo Diplomatico, 10 gennaio 2005.
- 15/3: S. Luisa de Marillac (1591-1660), vedova, fondatrice, con S. Vincenzo de Paoli, delle Figlie della Carità.
- 15/3: B. Artemide Zatti (+1951), salesiano, medico missionario in Patagonia (Argentina).
- 15/3: S. Daniele Comboni (1831-1881), anniversario della nascita (a Limone sul Garda-Brescia) del I Vicario apostolico dell’Africa Centrale.
- 17/3: S. Patrizio (385-461), vescovo di Armagh, missionario e patrono dell’Irlanda.
- 18/3: S. Cirillo (+386), vescovo di Gerusalemme, noto per le sue catechesi; fu spesso perseguitato dagli ariani.
- 19/3: S. Giuseppe, sposo della B. V. Maria, padre putativo di Gesù, Patrono della Chiesa universale.
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A cura di: P. Romeo Ballan, mcci – Direttore del CIAM, Roma – Sito Web: www.ciam.org “Parola per la Missione”