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PAROLA PER LA MISSIONE
L'EUNTES.NET
propone, settimanalmente, a laici, religiose e sacerdoti un itinerario
di riflessioni sulla liturgia domenicale in chiave missionaria. Si
offrono degli spunti per una meditazione missionaria, personale o
comunitaria, sulla Parola di Dio, la quale, in modo costante e
sorprendente, continua a illuminare, rafforzare e sostenere il cammino
missionario della Chiesa, per la vita del mondo.
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Il Cireneo, uomo d’Africa: dal rifiuto al servizio Domenica delle Palme Anno B - 05.04.2009
Marco 11,1-10 (processione) Isaia 50,4-7 Salmo 21 Filippesi 2,6-11 Marco 14,1-15,47
Riflessioni L’ingresso
nella
Settimana Santa, la settimana grande
dell’amore fino alle estreme conseguenze (Gv 13,1), è segnata
quest’anno dal
racconto della passione e morte di Cristo, narrata dall’evangelista
Marco (Vangelo).
Quella Passio non è solo storia del passato: gli stessi
Il Cireneo diviene, in questo modo, fratello del Buon Samaritano, della Veronica e dei loro seguaci, che, sugli infiniti cammini del dolore umano, si prodigano, per puro amore, accanto alle vittime delle ingiustizie di ogni tempo. Due voci autorevoli e coincidenti giungono dall’Africa, ambedue dal Camerun, a commentare l’icona del Cireneo: sono P. Mveng e Benedetto XVI. La voce di P. Engelbert Mveng, gesuita camerunese, teologo, poeta ed artista, assassinato nel 1995, è raccolta nella sua Via Crucis, “Se qualcuno…” (Ed. Mame, Tours 1961; Ed. Nigrizia, Bologna 1963), abbellita con i tipici disegni del suo laboratorio di arte africana. Nella V stazione della Via Crucis, P. Mveng presenta con passione e fraterna ammirazione il Cireneo, “un uomo d’Africa”:
« Un povero uomo stanco; ritorna dai campi; è un uomo d'Africa! E dentro la sua testa, la stanchezza del giorno imbastisce un lungo ritornello, l'oppressione del giorno pesa come un bolide sui suoi passi vacillanti, sulle sue labbra che si agitano, sull'affanno del suo cuore che non ne può più... Un povero uomo d'Africa… Non è Deputato; non è Consigliere; non è un Notabile ascoltato negli ambienti tradizionali, e i soldati, di fronte a lui, non scatteranno sull'attenti! Né i passanti gli diranno: «buonasera, Signore!»... È un povero uomo d'Africa, il cui passo è timido, e che porta su di sé quasi un firmamento di mistero… Uno di quegli uomini che nessuno capisce, che non si capiscono neppure loro, che si portano addosso un groppo di silenzio dove Dio canta melodie sconosciute agli altri uomini… Ed ecco che gli mettono le mani addosso, che lo scuotono, lo trascinano, ecco che l'obbligano a portare la Croce del Condannato... E Gesù, in piedi, l'aspettava come un fratello... Questo povero uomo d'Africa che non capiva troppo bene, che era stanco e non voleva saperne della Croce di un condannato... Gesù l'aspettava come un fratello, e nel suo cuore tutto sanguinante di fatica e di amore, la sua mano firmava il grande patto dell'Appello all'incrocio delle loro due vite... All'orizzonte dello sguardo di Simone, uomo di Cirene, uomo d'Africa, saliva l'alba della redenzione del mondo. Mio Gesù, Tu attendi anche me: con Simone, l'uomo di Cirene, eccomi qui » (E. Mveng).
Benedetto XVI, nel suo viaggio in Africa, ha incontrato il 19 marzo 2009, a Yaoundé (Camerun), il mondo della sofferenza, davanti al quale si è ampiamente ispirato all’icona del Cireneo: « La storia ricorda che un africano, un figlio del vostro continente, ha partecipato, con la sua stessa sofferenza, alla pena infinita di Colui che ha redento tutti gli uomini compresi i suoi persecutori. Simone di Cirene non poteva sapere che egli aveva il suo Salvatore davanti agli occhi. Egli è stato “requisito” per aiutarlo (cf Mc 15,21); egli fu costretto, forzato a farlo. È difficile accettare di portare la croce di un altro. È solo dopo la risurrezione che egli ha potuto comprendere quello che aveva fatto… Solo la vittoria finale del Signore ci svelerà il senso definitivo delle nostre prove. Non si può forse dire che ogni Africano è in qualche modo membro della famiglia di Simone di Cirene? Ogni Africano e ogni sofferente aiutano Cristo a portare la sua Croce e salgono con Lui al Golgota per risuscitare un giorno con Lui. Vedendo l’infamia di cui è oggetto Gesù, contemplando il suo volto sulla Croce, e riconoscendo l’atrocità del suo dolore, possiamo intravvedere, con la fede, il volto luminoso del Risorto che ci dice che la sofferenza e la malattia non avranno l’ultima parola nelle nostre vite umane. Io prego, cari fratelli e sorelle, perché vi sappiate riconoscere in questo ‘ Simone di Cirene’. Prego, cari fratelli e sorelle malati, perché molti ‘Simone di Cirene’ vengano anche al vostro capezzale ».
Sui passi dei Missionari - 5/4: S. Vincenzo Ferrer (1350-1419), sacerdote domenicano spagnolo, uno dei più grandi predicatori e missionari itineranti nell’Europa occidentale. - 7/4: S. Giovanni Battista de la Salle (1651-1719), educatore, fondatore dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Pio XII lo proclamò (1950) speciale patrono di tutti i maestri. - 7/4: Giornata Mondiale della Salute, organizzata dall’ONU-OMS. - 8/4: Giornata Mondiale dei Rom e dei Sinti. - 9/4: B. Tommaso da Tolentino (ca. 1260-1321), missionario francescano in Cina e in India. - 9/4: Ricordo di Dietrich Bonhoeffer (1906-1945), teologo luterano tedesco, simbolo della resistenza contro il nazismo, morto nel campo di concentramento di Flossenburg. - 11/4: Memoria di Tertulliano di Cartagine (Tunisia, 155-220 ca.), apologista e teologo: dimostrò l’ingiustizia delle persecuzioni contro i cristiani.Sua frase:“sanguis martyrum semen christianorum”. - 11/4: S. Stanislao, vescovo di Cracovia e martire, ucciso (+1079) mentre stava celebrando la Santa Messa; è patrono della Polonia.
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona) Sito Web: www.euntes.net “Parola per la Missione” ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
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