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PAROLA PER LA MISSIONE
L'EUNTES.NET
propone, settimanalmente, a laici, religiose e sacerdoti un itinerario
di riflessioni sulla liturgia domenicale in chiave missionaria. Si
offrono degli spunti per una meditazione missionaria, personale o
comunitaria, sulla Parola di Dio, la quale, in modo costante e
sorprendente, continua a illuminare, rafforzare e sostenere il cammino
missionario della Chiesa, per la vita del mondo.
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‘Amore-misericordia’: è l’unico giudizio di Dio sul mondo IV Domenica di Quaresima Anno B - 22.03.2009
2Cronache 36,14-16.19-23 Salmo 136 Efesini 2,4-10 Giovanni 3,14-21
Riflessioni “Dio
ha tanto amato il mondo…” È questa la chiave di lettura che
la Parola di
Dio ci offre in questa domenica, per entrare fruttuosamente nel mistero
della
Pasqua, ormai vicina. Amore-misericordia: è
L’evangelista Giovanni –nella conversazione di Gesù con Nicodemo- ci dà la risposta di speranza: l’amore di Dio prevale sul male del mondo. Il giudizio di Dio sul mondo è la salvezza, offerta come dono; la parola definitiva di Dio non è la morte, ma la vita. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (v. 3,16). La condanna, eventualmente, è una scelta personale di alcuni: è il retaggio soltanto per chi ama le tenebre e odia la luce (v. 19-20). Il progetto di Dio è tutto e sempre per la vita.
“Tutte le religioni hanno cercato di staccarsi dal mondo, hanno sottolineato l'infinita distanza tra Creatore e creatura, hanno constatato la pesantezza della vita al punto da proporre un cammino di distacco dalla realtà. Il nostro Dio, invece, si lega al mondo, lo ama. Tanto. Quel ‘tanto’ rivela un aspetto di Dio che troppe volte dimentichiamo: l'esagerazione dell'amore di Dio per noi. Gesù, continuando, ci ricorda che Dio non vuole giudicare il mondo, ma salvarlo. Se ci credessimo! Se la smettessimo di credere in un Dio pronto a sottolineare, antipatico preside di scolaresca, le nostre incongruenze per aprirci a quel ‘ha tanto amato il mondo’ che ribalta la prospettiva”. (Paolo Curtaz)
La rilettura della storia del Popolo d’Israele, proposta nel libro delle Cronache (I lettura), è fatta in termini di peccato-castigo-salvezza. Il peccato era generale: capi, sacerdoti, popolo... tutti “moltiplicarono le loro infedeltà” (v. 14). Ciononostante il Signore “aveva compassione del suo popolo” e gli mandava premurosamente i suoi messaggeri (v. 15). Dopo sconfitte, deportazione e schiavitù, finalmente si apre al popolo la via del ritorno in patria. La liberazione proclamata da Ciro, re di Persia, è vista come l’intervento finale di Dio, che dà compimento alla sua promessa di salvezza (v. 22).
Per San Paolo (II lettura), all’origine del progetto divino sul mondo, c’è un “Dio, ricco di misericordia”, che ama tutti con “grande amore” (v. 4), che offre la sua grazia sovrabbondante e “la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù” (v. 7). In Lui abbiamo la salvezza “mediante la fede; e ciò... è dono di Dio” (v. 8). Questo dono non è riservato ad alcuni, ma Dio lo offre a tutti, anche se per cammini diversi e in tempi differenti. Il segno di tale salvezza universale è il Figlio dell’uomo innalzato da terra nel deserto di questo mondo. È Lui il giudizio di amore divino sul mondo: un giudizio di misericordia! (*) Quella “misericordia di generazione in generazione” che anche Maria ha cantato con gioia e passione dopo l’avvenimento dell’Annunciazione del Signore.
Per non chiudere gli occhi alla luce, è sufficiente e necessario guardare a Lui: Egli è il Figlio, il primo di molti figli e fratelli, innalzato alla vista di tutti, “perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna” (Gv 3,15). La salvezza è offerta a chi crede, a chiunque eleva lo sguardo verso di Lui, a coloro che “volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto” (Gv 19,37). Tenere fisso lo sguardo d’amore su di Lui è fonte di salvezza e di missione, come raccomandava San Daniele Comboni ai missionari del suo Istituto per l’Africa: “Il pensiero perpetuamente rivolto al gran fine della loro vocazione apostolica deve ingenerare negli alunni dell'Istituto lo spirito di Sacrifizio. Si formeranno questa disposizione essenzialissima col tener sempre gli occhi fissi in Gesù Cristo, amandolo teneramente, e procurando di intendere ognora meglio cosa vuol dire un Dio morto in croce per la salvezza delle anime. Se con viva fede contempleranno e gusteranno un mistero di tanto amore, saran beati di offrirsi a perder tutto, e morire per Lui, e con Lui” (Scritti, 2720-2722). La contemplazione di Cristo, innalzato sulla Croce e vivo nell’Eucaristia, è stimolo efficace alla santità di vita e all’impegno missionario, per portare la salvezza di Gesù a tutti i popoli.
Parola del Papa (*) “Credere nel Figlio crocifisso significa «vedere il Padre», significa credere che l’amore è presente nel mondo e che questo amore è più potente di ogni genere di male in cui l’uomo, l’umanità, il mondo sono coinvolti. Credere in tale amore significa credere nella misericordia. Questa infatti è la dimensione indispensabile dell'amore, è come il suo secondo nome”. Giovanni Paolo II Enciclica Dives in Misericordia (1980), n. 7
Sui passi dei Missionari - 22/3: Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dall’ONU (1993). - 23/3: S. Toribio Alfonso di Mogrovejo (1538-1606), nato in Spagna; era ancora laico quando fu nominato arcivescovo di Lima (Perù); fu strenuo difensore degli ‘indios’; è il patrono dell’Episcopato latinoamericano. - 24/3: Memoria dell’uccisione di Mons. Oscar Arnulfo Romero (+1980), arcivescovo di San Salvador (El Salvador) – Giornata di preghiera e digiuno per i Missionari Martiri. - 25/3: Annunciazione del Signore, per mezzo dell’angelo Gabriele a Maria. - 26/3/1967: Anniversario della pubblicazione dell’enciclica “Populorum Progressio” di Paolo VI, sullo sviluppo integrale della persona e lo sviluppo solidale dei popoli. - 27/3: S. Ruperto (+ ca. 718), di origine irlandese, fu grande evangelizzatore della Baviera e vescovo di Salisburgo. - 28/3: B. Cristoforo Wharton (+1600); 29/3: B. Giovanni Hambley (+1587); 31/3: B. Cristoforo Robinson (+1597) ed altri sacerdoti inglesi martirizzati sotto Elisabetta I, regina d’Inghilterra.
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona) Sito Web: www.euntes.net “Parola per la Missione” ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
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